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Ultima
Nata
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Questo è il momento in cui i corpuscoli del Cristo che si risveglia vengono incorporati in noi. Il sé-creatore, il Tzaphkiel che sa e che è, si avvicina da lontano, per entrare da dentro. Viene più vicino, il suo sguardo che regge gli occhi della nostra maschera, fino a quando si volge lentamente e viene ancora più vicino, fluttuando come veli di luce liquida turchese che si affacciano gentilmente dentro di noi. Una porta si apre, una maledizione si spezza. Le acque trattenute così a lungo scorrono ora senza impedimenti, catturate dalla ciotola turchese ai nostri piedi, lanciando sfere di disegni arcobaleno. La luce sorge dove la sua apparente assenza emana miriadi di gocce cristalline di rugiada, non consumate precedentemente dal fuoco, in un giorno più buio. Il turchese scintilla opalescente. L’acqua è la verità che si trova dietro la consapevolezza quando il fuoco la ravviva come amore. Il battesimo, il fuoco del risveglio ruggisce quando Lei diviene. Ed ora vi è solo il bruciare di secoli di indegnità, stando in piedi alta nel vento, lasciando spargersi tutte le sue ceneri fino a quando Lei ne scaturisce pura. E finalmente, in quel momento del divenire, lei sta in piedi per l’attimo di un respiro in una luce di stelle, l’unica dentro che guarda fuori, mentre sente per la prima volta le parole “guarda attraverso i miei occhi, vedi quello che Io vedo, ama quello che Io amo”. L’ultima resistenza si allenta, sembra, come ghiaccio sciolto, liberando ali che iniziano a spuntare. Gli avi hanno fatto spazio negli schemi a spirale del DNA per quello che si sta rivelando che si realizzi. Non vi è più indegnità, solo profonda gratitudine. Libertà dalla paura di rispondere alla chiamata, da parte della pura grandezza del Sé vivificato. E ora il sottile filo di ragnatela della volontà emana i suoi viticci, intessendo teneri ponti, cosicché “la tua volontà” divenga la mia-nostra volontà, e noi diventiamo la via e la via divenga noi. Qui ora è il battesimo della primavera mentre Tzaphkiel mostra sé stessa in tutte le sfumature del turchese. Tutto è dato, tutto è compiuto in modo che l’Amore e la Verità possano sposarsi ai livelli pre-appaiati dentro di noi. In modo che due possano andare dove solo due-come-uno possono. In modo che l’Uno possa finalmente ri-volgersi (volgersi di nuovo - ritornare) a sé stesso. La vera vita, la vita intera, la vita condivisa-intesa, sorge quando il Cristo vivente respira in noi, come noi, formando il suo Secondo Corpo. Ed ora i corpuscoli sono mescolati e questa vita non è quella che, o come, era prima. Con Amore e Luce
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